Comunicato sindacale Ubis: “Ed il bue disse all’asino: cornuto!!!”

Le stesse sigle sindacali che solo una settimana fa sono finite sulla stampa nazionale per operazioni poco, diciamo così, edificanti, ora si permettono di dare lezioni di etica e morale.

E’ l’Italia, baby!

L’etica e la morale non si insegnano, si palesano coi gesti concreti. Come scriveva Wittgenstein “ è chiaro che l'etica non può formularsi. L'etica è trascendentale.”

Aspettiamo questi gesti!

A PROPOSITO DI ETICA
GOODBYE ITALY

Circa 700 assunzioni (?!?!) di giovani lavoratori (ma tutte in Romania)

Abbiamo appreso che quanto temevamo in merito allo smantellamento in atto in UBIS si sta concretizzando, non solo per il tramite di operazioni di esternalizzazione, ma anche con nuove operazioni di delocalizzazione delle attività.

Le preoccupazioni nascono da alcune anticipazioni fornite a gruppi di Responsabili e di Lavoratori, in merito al noto programma “Young for future” che vedrà a regime l’assunzione di circa 700 colleghi all’estero, la maggior parte dei quali presso la Filiale UBIS di IASI in ROMANIA.

Sono risorse tutte neo-laureate (IASI è sede di una Università di Informatica piuttosto buona) che verranno inserite in azienda in sostituzione sia di risorse che gestiscono gli applicativi (c.d. “run”) sia di risorse “specialistiche”.

Avevamo più volte espresso a Unicredit la necessità di procedere ad assunzioni di giovani in sostituzione dell’esercito di consulenti esterni, utilizzando allo scopo anche il Fondo per la nuova occupazione del settore del Credito, ma avevamo in mente i giovani disoccupati italiani, che sono anch’essi preparati ma non riescono a trovare un lavoro.

UniCredit ora fa assunzioni, ma perché in Romania e non in Italia? Perché l“ i lavoratori costano molto meno e godono di minori tutele sociali ed occupazionali.

Quindi a UniCredit non sta tanto a cuore creare posti di lavoro, quanto piuttosto perseguire l’incremento dei profitti da distribuire ai suoi azionisti e ai suoi Top Manager (a proposito, ma quanti di loro hanno contribuito, con il 4% dei loro lauti stipendi, al Fondo per l’occupazione? L’abbiamo chiesto a UniCredit, ma non abbiamo ottenuto risposta…).

In sostanza UniCredit sta mettendo in piedi una specie di dumping sociale, una pratica molto poco “etica”É.e la Carta dei Valori dove è finita?

Ricapitolando: più di 700 posti di lavoro persi in Italia, con previsione di sviluppo futuro solo all’estero.

Partendo da questo dato non possiamo non porci alcune domande:

  • Per dare lavoro a 700 Rumeni, verranno ancora delocalizzate attività dall’Italia alla Romania?
  • In Ubis Italia allora arriverà “altro lavoro” o l’intenzione aziendale è quella di liberarsi di personale italiano (esternalizzazioni – esodi – uscite a vario titolo …) ?
  • In Ubis Italia continueranno a lavorare gli oltre 2000 consulenti ?
  • Come farà il Paese a riprendersi se la politica delle grandi aziende è volta solo in questa direzione, solo alla massimizzazione dei profitti?
  • “Penso a quanti sono disoccupati, spesso a causa di una mentalità egoista che cerca il profitto ad ogni costo” twittava recentemente Papa Francesco.

Che pensasse anche ai lavoratori (e ai mancati assunti É) italiani del Gruppo UniCredit?

La miopia dei nostri Top Manager non porterà nulla di buono ai lavoratori di Unicredit e tanto meno all’Italia, alimenterà ulteriormente il senso di insofferenza nei confronti delle Banche e dei banchieri (ne sa qualcosa il D.G. dell’ABI che nell’ultima puntata de “La Gabbia” su LA7, ha potuto verificare di persona di quale fama godono, trasversalmente tra tutta la popolazione: dalla casalinga, passando per l’economista e finendo con gli stessi bancari).

Cosa ci racconteranno questa volta per giustificare un atto ingiustificabile?
Nel frattempo i giovani disoccupati italiani ringraziano.

Milano, 17 dicembre 2013

Segreterie di Coordinamento UBIS

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