Unicredit conferma: l’occupazione si crea in Romania.

Se da una parte il CEO di Unicredit dichiara che „occorre lavorare tutti insieme“ per garantire una rapida ripresa del Paese, dall’altra però pratica il dumping sociale favorendo l’occupazione dei giovani là dove la mano d’opera costa meno.

E’ quanto – sembrerebbe –  in procinto d’accadere in Ubis, polo informatico del gruppo Unicredit.

Sulla piazza di Torino sembra infatti ormai certo che la società in oggetto stia per “internalizzare” attività oggi affidate a società di consulenza.

In apparenza una buona iniziativa, per un’Azienda che dichiara migliaia di esuberi e che crea piani d’uscita obbligatori, potrebbe essere una boccata d’ossigeno. 

Ed invece no, perché l’attività insursata verrà sì attribuita ad una decina di dipendenti di Ubis, ma con la contestuale cessione delle loro attuali attività a colleghi che operano in Romania.

Sì, in Romania.

Quindi nessun assorbimento di esuberi (se mai ce ne siano) né tantomeno nuova occupazione di giovani in Italia. Un’occasione mancata per Unicredit  e per l’intero Paese, un Paese che, ricordiamo, nel mese di  Settembre ha registrato un nuovo massimo dei livelli di disoccupazione per la fascia d’età 15-24 anni.

Insomma, l’ennesima occasione mancata per Unicredit ed un danno concreto al Paese.

Ma cosa ci si poteva aspettare da un Gruppo che sostiene apertamente l’ideatore del Jobs Act?