UniCredit, Più lavoro a fine 2014…ma Unicredit l’occupazione la crea in Romania!

Estratto da UniCredit, Più lavoro a fine 2014…  intervista a Marco Valli, capo economista Eurozona di UniCredit.

Avete parlato di "cauto ottimismo" sull'Italia nell'outlook 2014, perché?
"Ottimismo, perché finalmente torneremo a crescere. Stimiamo un Pil in espansione dello 0,7%, dopo una contrazione dell'1,8% del 2013. Cauto, invece, perché si tratterà di una ripresa modesta guidata in gran parte dalle esportazioni e un pochino, magari, dagli investimenti in beni intermedi, ma non probabilmente dai consumi, perché l'aggiustamento sul mercato del lavoro non è ancora compiuto. Probabilmente, quindi, i consumi quest'anno sono destinati ancora a stagnare, per crescere invece l'anno prossimo".

Ma questi ci prendono pure per il culo?

Ubis per contenere i costi delocalizza il lavoro in Romania dove sta assumendo 700 – dico 700 –  giovani e poi hanno il coraggio di parlare delle difficoltà dei consumi e del mondo del lavoro in Italia?

Dov’è l’impegno sociale delle banche a sostenere il proprio Paese?

Meglio sfruttare i lavoratori romeni pagandoli poche centinaia di euro al mese che investire in Italia, dove tra l’altro, il tasso di disoccupazione giovanile è molto più alto di quello rumeno.

I Sindacati hanno firmato un accordo per contenere il costo del lavoro per i neoassunti (defiscalizzazione contributi, fondo per l’occupazione finanziato dagli stessi lavoratori) e le banche cosa fanno?

Dumping?

E’ ora di mettere fine a queste pratiche indegne.

Ma ora mi chiedo, dove sono finite le Segreterie Nazionali delle sigle sindacali,  quelle che hanno firmato il CCNL che a fronte di numerosi sacrifici (l’ultimo contratto ha tolto diritti, abbassato le tutele, bloccato gli scatti, introdotto un salario d’ingresso ridotto, regolamentato i contratti complementari con più orario e meno salario, sterilizzato numerose voci retributive per l’accantonamento del t.f.r. (che poi le banche hanno esteso anche ai fondi pensione), esteso l’orario di sportello fino al doppio di prima su discrezione aziendale, tolto a tutti un giorno di libertà per finanziare il fondo per l’occupazione giovanile, imposto il godimento “forzato” delle ferie ed altre amenità varie) concedeva in cambio qualche aumento salariale scaglionato (autofinanziato dalle riduzioni su TFR e previdenza integrativa)e soprattutto prometteva, almeno sulla carta, una tornata di assunzioni e favoriva il rientro di lavorazioni prima date in appalto all’esterno.

Tutto ciò dov’è???

Oltre il danno la beffa.

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