Unicredit ed Intesa rivedono i loro piani ad Est.

La Caporetto milionaria di Unicredit ed Intesa. I piani flop d’espansione ad Est di Unicredit ed Intesa

Da Huffingtonpost.it

Unicredit e Intesa: dopo l’espansione degli ultimi anni stanno lasciando l’Europa dell’Est

L’Europa centro-orientale e balcanica pareva sul punto di crollare, quando a metà del 2008 la crisi globale s’è affacciata sulla scena. È stata la regione europea che per prima, e di più, ha accusato il colpo. I dati del 2009 dicono tutto. I paesi baltici e l’Ucraina persero più di dieci punti percentuali di Pil, Ungheria, Bulgaria, Croazia e Slovenia più di cinque. Repubblica ceca e Slovacchia si “fermarono” a 4,5 e 4,9 rispettivamente.

Allora ci si concentrò a più riprese sugli asset, tanti, che le nostre due più grandi banche, Unicredit e Intesa San Paolo, vantano a Est. E si sussurrò, considerando pure l’andamento in borsa (Unicredit visse un periodo davvero nero), che la regione, con i suoi titoli tossici, avrebbe travolto i due istituti.

Poi le cose sono cambiate. Le due banche si sono rimesse progressivamente in carreggiata e al tempo stesso diversi paesi dell’Est, dopo la batosta iniziale, si sono risollevati. Tant’è che, spulciando nei bilanci di questi ultimi anni, viene fuori che Unicredit ha trovato proprio nell’Est un felice contrappeso alle attività in Italia, un po’ stagnanti. Ma questo non significa che tutto l’Est sia tutta una cornucopia, come lo era stato prima del tonfo di Lehman Brothers. Perché in quel macrocosmo la crisi ha tirato su un muro tra chi va bene, chi riesce a stare a galla e chi invece non ce la fa a ripartire. E le recenti manovre, concrete o accennate, che le due banche stanno effettuando oltre la vecchia cortina lasciano trasparire che in certi contesti fare business non è più conveniente. … continua accedendo al sito Huffingtonpost.it