Unicredit dovrebbe prendere esempio dal Presidente Napolitano

Negli animali gli esemplari “difettosi” in genere muoiono presto. Si chiama “selezione naturale”. Negli esseri umani, per fortuna, questa selezione non esiste. C’é un qualcosa però di simile, si definisce “discriminazione”. Non porta a morire fisicamente precocemente, non sempre almeno, ma per chi sopravvive c’è sempre il rischio di una morte forse ancor peggiore: quella dell’anima».

(Max Ulivieri Manager di Diversamenteagibile)  

 

Il Presidente della Repubblica sull’esperienza paralimpica: “abbiamo riscontrato una grande lezione di vita”.

”Dalle prove di questi atleti ci è venuta una grande soddisfazione sportiva e un ulteriore motivo di orgoglio nazionale, una grande lezione di vita, una grande lezione morale. Lo ha capito tutta Italia, vero Zanardi?”.

Ed invece no, caro Presidente. Non è così. Non tutta l’Italia. A qualche responsabile  H.R. del Gruppo Unicredit la lezione è sfuggita. Mah, si vede che in quell’occasione saranno stati assenti.

Presidente dovrebbe invitare questi “signori”  a fare tesoro di questo grande insegnamento.

Proprio nei confronti di quelle persone che per particolari situazioni fisiche richiederebbero maggior tutela, si mettono invece in atto situazioni discriminanti.

Le nuove location ed i modelli organizzativi che vedono spazi e strumenti di lavoro condivisi non sempre si adattano facilmente alle esigenze di chi è portatore di handicap.

Alla faccia della carta d’integrità, di un minimo di umanità e più semplicemente del buon senso.

Insomma un po’ di carità ,che per fortuna non manca nella mia Organizzazione (CISL), dove ci sono persone che non accettano passivamente quanto per stupidità e menefreghismo qualche azienda del Gruppo mette in atto nei confronti dei suoi lavoratori portatori di handicap; perché “subire una discriminazione non è colpa di un modo di essere della vittima, ma della meschinità di un modo di fare del soggetto agente colpevole. E se non si denuncia la violenza subita, non si può pretendere che simili fatti vengano stigmatizzati e puniti dalla società. Insomma, non è corretto discriminarsi (due volte) nel sottacere la condotta discriminatoria subita senza rivendicarne tutela e pretenderne sanzione. E non già per spirito di vendetta, ma per quello più profondo e democratico di giustizia.”*

 

*  “Guida contro le discriminazioni ai disabili” a cura Dott.ssa Gabriella D’Acquisto Presidente Anffas onlus

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