Un bancario (di Intesa) sugli esuberi #Unicredit

L’articolo è di ieri,  17 febbraio, giusto ventiquattr’ore prima dell’annuncio Intesa/UBI! Chissà che dirà Maurizio Delfino degli esuberi UBI (2000 già dichiarati) e di quelli inevitabili di Intesa!

Tornando ad Unicredit, l’articolo è sostanzialmente condivisibile. Permane qualche dubbio in merito alla modalità di determinazione di questa eccedenza di mano d’opera.

(…) per capire meglio gli esuberi di Unicredit si dovrebbe analizzare di più il modello industriale, la visione del futuro, l’idea di business in patria e fuori. Perché, specialmente per i grandi gruppi, oggi è indispensabile allungare lo sguardo e approfondire la conoscenza di come e quanto si dispieghi l’attività fuori confine. In termini attuali e di programmi.(…)

Una visione del futuro non c’è mai stata fin dai tempi di Mr. Arrogance…e anche con il banchiere sconosciuto venuto dopo di lui si navigava a vista…più politica che economia! E la cosa oggi è cambiata di poco.

Gli esuberi nascono dall’applicazione di una semplice regola: per far quadrare il conto economico e creare reddito per gli azionisti si taglia la voce di costi maggiore: il personale. Speri che chiudendo le filiali la clientela comunque, grazie alle app ed all’on line ti resti fedele… Ma non è così. La clientela si orienta comunque verso istituti che garantiscono anche uno sportello fisico. Mi trasferisco e nella mia nuova città non c’è il mio istituto? Poco male, cambio.

E ricordiamoci che tagliano posti di lavoro tagliamo anche il futuro ai nostri figli.

BANCHE/ I cambiamenti dietro i tagli a dipendenti e filiali