Sileoni (Fabi): il bancario del futuro farà consulenza fiscale, tributaria e commerciale.

E' la conferma di quanto già detto da Giulio Romani Segretario Nazionale Fiba Cisl poco più di un mese fa (qui il post Il bancario del futuo? Un fiscalista).

Confermato il sentiment dei mesi scorsi che voleva i Segretari Generali delle Oo.Ss. in difficoltà.

La categoria è sempre più a rischio.

Non riuscendo più a difendere la categoria dagli assalti dei banchieri – quegli stessi banchieri che spesso la cronaca indica come incapaci, collusi o corrotti –  le organizzazioni sindacali pensano bene di trasformarci in qualche cosa d'altro.

Ciao ciao bancario, benvenuto fiscalista.

L’evoluzione della specie (se di evoluzione si tratta). Sulla carta è tutto bello e tutto facile, ma nella realtà? Quali costi per i lavoratori? Chi provvederà a formare il personale? E quanto costerà tutto ciò alle Aziende?

Di certo aumenteranno i licenziamenti per quei lavoratori che, con corsi "fai da te" o "all'acqua di rose", si troveranno nello svolgimento delle mansioni a violare norme, leggi e leggine senza neppure saperlo.

Qual è allora la vostra proposta?  

«Un ritorno al modello sociale che la banca aveva un tempo, quando era il vero punto di riferimento delle imprese sul territorio. Come categoria dobbiamo sostituirci agli studi legali e ai commercialisti, sviluppandoci nella consulenza in materia fiscale, tributaria e commerciale, facendo leva anche sul tesoro di conoscenze che le banche hanno dei loro clienti. Non solo. Gli istituti devono saper accompagnare le imprese italiane ma anche chi dall’estero vuole investire in Italia, facendo da antidoto alla burocrazia. C’è spazio per crescere nei ricavi, anche sull’esempio di quanto hanno fatto le Poste che sono il secondo gruppo bancario del Paese». 

(…)

Come sarà dunque la vostra piattaforma contrattuale?  

«Sarà snella, conterrà quattro temi fondamentali: aumenti economici per recuperare l’inflazione pregressa, attuale e attesa, mantenimento degli attuali livelli occupazionali che sono 309 mila, creazione nel tempo di nuovi posti di lavoro. E poi rafforzeremo le disposizioni contrattuali che regolamentano le esternalizzazioni. Più vincoli per evitare che attraverso queste le banche aggirino gli accordi sul mantenimento dei livelli occupazionali». 

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