In Ugis abbiamo tutti gli stessi diritti. O no?

E’ facile sentirsi discriminati in Ugis.
Nessun retropensiero. Nessun attacco a chicchessia. Solo uno spunto di riflessione.
Su cosa? Su quanto sia difficile mettere in pratica, nei gesti quotidiani, tutti i buoni propositi che ci vengono propinati in continuazione da Unicredit come equità, libertà d’azione, trasparenza, fiducia, rispetto e reciprocità. I buoni sentimenti della Carta d’Integrità insomma.
Lo spunto? Lo scambio di mail con l’Ufficio Logistica di Ugis che trovate più sotto. Argomento? La consegna dei buoni pasto che da questo mese è stato spostato nella nuova palazzina di Via Cambi.

Lo ammetto. Per la prima volta ho vissuto il mio “disagio” come un handicap. Per la prima volta la mia difficoltà ad usare l’ascensore mi ha fatto sentire “diverso” e “discriminato”.

Ed ho capito cosa possano provare chi convive quotidianamente con una grave disabilità e quanto possa essere psicologicamente devastante sentirsi sbattere in faccia la propria “diversità”.

Nella vita quotidiana si impara a mettere in atto delle “strategie difensive” che ti permettono di avere, in apparenza, una vita normale, come quella degli altri. Quando i tuoi colleghi prendono l’ascensore tu, non senza imbarazzo menti – sapendo di mentire – sull’opportunità dell’uso delle scale come rimedio alla vita sedentaria ed aiuto al raggiungimento del benessere; il che sarebbe anche vero ma non in Ugis, dove le scale sono vere e proprie camere a gas sature di fumo passivo (alla faccia delle legge antifumo).
Ma nel caso della mail in oggetto cosa puoi fare? Nulla, solo subire.
Un problema organizzativo aziendale è fatto ricadere sul lavoratore. Tutti i lavoratori hanno il diritto di poter ritirare personalmente (e non per interposta persona) i propri ticket; così come l’Azienda ha tutto il diritto di scegliere la forma organizzativa che ritiene più opportuna per consegnarli. Ugis può anche decidere di consegnare i buoni pasto sulla Luna, basta che metta in grado OGNI SINGOLO LAVORATORE di poterci arrivare.
Ma in questo caso? In questo caso NO: “Tu qui non puoi entrare”.
E’ quello che è scritto nella mail più sotto.Quindi? Cavoli tuoi. Perdi il diritto.
Roba da matti.
L’alternativa offerta dall’azienda? Cerca un collega che si offra di ritirali al posto tuo.
Ma sotto la responsabilità di chi?
Non certo dell’Azienda che se ne guarda bene e chiede a chi ritira di sottoscrivere la presa in carico.
Che disagio, e quanta tristezza nel sentirsi soli a lottare per un proprio diritto. Davide contro Golia.

Come finirà questa volta?


Da: XXXXXX
Inviato: mercoledì 9 novembre 2011 9.38
A: Masiero Pierluigi (UGIS – UniCredit Group)
Oggetto: R: Ritiro buoni pasto

Buon giorno Pierluigi. Purtroppo per motivi di sicurezza all’ufficio Logistica, l’accesso dalle scale al 4° piano è chiuso in entrata.

L’unica soluzione è quella di delegare qualche tuo collega al ritiro.

Ciao.


Da: Masiero Pierluigi (UGIS – UniCredit Group)
Inviato: mercoledì 9 novembre 2011 8.48
A: XXXXXXX
Cc:
Oggetto: R: Ritiro buoni pasto

Buongiorno.

Avrei gentilmente bisogno di sapere come ritirate i buoni pasto.

Io purtroppo non posso utilizzare l’ascensore e l’accesso al 4 piano Pal. C non è possibile dalle scale (la porta tagliafuoco è chiusa a chiave).

Resto in attesa di un Vs. gentile riscontro.

Masiero

(Immagine:  www.simplyhavefun.com)

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