Come cambia il lavoro in banca

Articolo di Panorama che affronta il mondo degli esuberi bancari. Per Panorama la colpa delle uscite obbligate di decine di migliaia di lavoratori è da ricercarsi nell’avvento di internet e dell’automazione che sta redendo inutili molte figure professionali che un tempo si dedicavano all’operatività ordinaria. Vero, ma non è di per sé esaustivo.

Non vengono affrontate le politiche aziendali messe in atto dai manager che vogliono scentemente allontanare i clienti dagli sportelli, ne tanto meno la politica di dumping che i colossi del credito italiano stanno mettendo in atto. Un esempio? Le centinaia di giovani informatici assunti da Unicredit in Romania (dove Unicredit finanzia anche le università informatiche). Posti di lavoro che hanno lasciato l’Italia per trasferirsi là dove il costo della manodopera è minore.

Nell’articolo c’è inoltre un riferimento ad una possibile deoga al CCNL dei bancari:il contratto ibrido. Si dice infatti che “un terzo di chi verrà assunto da Intesa Sanpaolo nei prossimi anni (500 persone su 1.500) verrà inquadrato con una modalità quasi impensabile nei decenni scorsi per una grande banca nazionale. Si tratta di un contratto ibrido che prevede una remunerazione di base fissa come dipendente part-time (e quindi più bassa del normale) a cui si aggiunge un compenso da lavoro autonomo come consulente finanziario (un tempo detto promotore finanziario) remunerato ovviamente con le provvigioni: più bravo è a vendere prodotti e a trovare nuovi clienti, più soldi guadagna.”

C’è di che essere preoccupati!

Ps – Ma i sindacati? Che dicono al riguardo?

 

C’era una volta il posto sicuro in banca che iniziava in giovane età e finiva con la pensione, magari sempre nello stesso istituto. Con la crisi degli ultimi anni, il proliferare dei conti correnti online e la sempre maggiore concorrenza delle più snelle reti di consulenti finanziari, tutte le maggiori banche italiane stanno effettuando una vera e propria cura dimagrante, chiudendo decine di filiali e sopprimendo migliaia di posti di lavoro, per fortuna quasi sempre a suon di prepensionamenti. …continua qui