BP-BPM: da sindacati sì a fusione. Fabi: “con no arrivo di spregiudicati fondi Usa”

Speriamo che questa volta ci azzecchi! Ma più che dai Fondi d’Investimento bisognerebbe guardarsi dai manager troppo ambiziosi, dal guadagno facile ed immediato, costi quel che costi. O da quelli poco professionali e troppo preoccupati di compiacere il potente politico di turno.

La “macelleria sociale” in Unicredit ne è un esempio. Del resto in BPM i sindacati (Fabi e Fisac in testa) hanno da sempre condizionato la gestione dell’Azienda, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

“La nascita del terzo gruppo bancario garantirà stabilità ai lavoratori, alla clientela e direttamente garantirà stabilità al settore bancario. E’ un periodo estremamente delicato, con le vicende di MPS, delle banche venete e delle good bank” e “se dovesse vincere il no la banca, che comunque dovrà trasformarsi in Spa, diventerebbe scalabile e con l’arrivo di possibili spregiudicati fondi Usa si creerebbero non pochi problemi occupazionali”. Insomma, “sarebbe una macelleria sociale“.

 

(Lando Maria Sileoni, segretario della Fabi)

Qui l’articolo