Aiuti di stato “mascherati” per UniCredit ed MPS?

Poste Italiane e Cdp puntano su Pioneer Investments per crescere nel risparmio gestito

Mentre il tema delle privatizzazioni sembra essere stato messo in “stand by” dal governo, si fa strada l’idea di partecipare con Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti alla campagna di cessioni che le banche, da Unicredit e Mps in giù, dovranno varare per rafforzare il capitale come richiesto dalla Bce…

(…) Poste Italiane è già oggi, con una partecipazione del 10,324%, il secondo maggior socio di Anima (dietro solo a Bpm, socia al 14,666%, ma davanti ai fondi Aviva e Wellington Management, entrambi appena sopra il 5%) e proprio una cordata Poste Italiane-Anima-Cassa depositi e prestiti potrebbe provare a rilevare il controllo di Pioneer Investments così da completare la “fabbrica prodotto” nel settore del risparmio gestito, integrando le competenze di Pioneer nella gestione a quelle di Anima. Questo almeno la versione “ufficiosa” pronta a diventare la motivazione ufficiale di un’eventuale offerta.

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Se si può procedere con minor fretta a riequilibrare i conti, sembra il ragionamento dell’esecutivo, meglio concentrarsi sulla messa in sicurezza delle maggiori banche italiane, trovando una strada alternativa alla bad bank sistemica, ad esempio partecipando con Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti alla campagna di dismissioni di asset e di Npl che gli istituti tricolori si preparano a varare, a cominciare proprio da Unicredit.
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Fare cassa e contemporaneamente rafforzare il capitale è dunque imperativo e Pioneer Investments può essere un boccone appetibile, anche se non è detto che i potenziali acquirenti, tra cui colossi internazionali come Amundi ed Allianz, siano disposti a valutarlo i 3 miliardi che sembra volere Unicredit per il 100R%. Poste-Anima-CdP non avrebbero problemi ad affrontare un simile esborso (che avrebbe già fatto fare un passo indietro a gruppi come Banca Generali), magari dando vita ad un veicolo finanziario ad hoc su cui scaricare il debito necessario a pagare parte dell’operazione. (…)

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