ABI rompe gli indugi: contratti complementari e lavoro autonomo in Rete.

Da quanto ci risulta, la delegazione ABI presente all’incontro con i sindacati per il rinnovo del contratto di categoria del 27 ottobre scorso ha chiesto alla controparte di poter estendere l’area dei contratti complementari (oggi regolate dall’art. 2 del CCNL) e di poter  rivedere la regolamentazione delle attività appaltabili al fine di renderla meno vincolante. Non solo, si vuole anche utilizzare in Rete un nuovo modello organizzativo che svincoli il lavoratore dall’azienda mediante nuove forme di lavoro autonomo (che abbiano in mente il modello in franchising come Unicredit sta già sviluppando in Repubblica Ceca?).

Appare chiaro quello che ABI vuole: ridisegnare profondamente l’area contrattuale perchè questo permetterebbe loro di portare un quarto degli attuali bancari al di fuori del perimetro contrattuale del credito. Non solo, si vuole anche svincolare la gestione economica del contratto portandola all’interno delle aziende  con la contrattazione di secondo livello.

E' evidente l’enorme distanza che esiste tra le delegazioni trattanti. Confidiamo che le organizzazioni sindacali sappiano alzare un muro compatto contro l’inaccettabile proposta di ABI.